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La libertà dell’arte non finisce dove diventa politicamente scomoda. PERFAS esprime la propria solidarietà al festival ELLA

  • Politica culturale
  • Society
14/10/2026
PERFAS Team

L’assessora comunale di Bolzano Patrizia Brillo (Fratelli d’Italia) ha tolto il sostegno al progetto ELLA, apprezzato festival dedicato alla cultura femminile, perché due figure femminili in un murale non sarebbero state dipinte “di rosa” (Brillo), bensì con la pelle scura. Esprimiamo la nostra solidarietà al festival ELLA e alle artiste Margherita Paoletti e Nadia Groff e prendiamo posizione su questo precedente inaudito e pericoloso.

In merito alla polemica sul murale che doveva essere realizzato per il festival ELLA, venerdì scorso si è appreso che non solo non si realizzerà l’opera che avrebbe dovuto raffigurare i tarocchi tramite figure femminili nere, ma che l’assessora FdI Patrizia Brillo, competente tra l’altro per le politiche a favore delle donne, ha tolto anche il sostegno del proprio assessorato all’intero progetto sulla cultura delle donne, molto apprezzato dal pubblico. Come motivazione Brillo indica il colore della pelle delle figure rappresentate: le figure femminili nere avrebbero dovuto essere dipinte “di rosa”, per evitare “una visione woke della cultura”.

La decisione è inaccettabile non solo per le discutibili motivazioni addotte dall’assessora Brillo, dato che i tarocchi sono stati dipinti in vari periodi da centinaia di artiste e artisti in tutte le salse e con massima libertà individuale, ma ancor più per la mancanza di responsabilità rispetto al ruolo che essa ha l’onore di ricoprire. Il fatto che a dover essere modificate siano proprio figure femminili nere, e per un festival dedicato alla cultura delle donne, solleva una grave questione di discriminazione – per di più da un’assessora con delega a donne e promozione sociale e componente della Commissione consiliare alle Pari Opportunità.

Trattare la rappresentazione di donne nere come qualcosa che necessita di correzione è incompatibile con la missione istituzionale delle politiche a favore delle donne e delle pari opportunità.

Il ruolo delle istituzioni è quello di garantire il sostegno e le risorse per lo sviluppo culturale, senza che la carica ricoperta possa essere abusata per imporre direttive di tipo estetico-ideologico (in questo caso: discriminatorio).

Sandra Passarello, vicepresidente PERFAS: “Fare del colore della pelle delle figure rappresentate un criterio di idoneità al finanziamento del festival costituisce un’ingerenza inammissibile nei contenuti artistici. Le artiste non devono certo motivare o giustificare la loro arte, né tantomeno compiacere una parte politica.”

Come associazione di categoria, PERFAS ricorda all’assessora Brillo e a tutta la giunta, che a detta dell’assessora condivide la decisione all’unanimità, che il finanziamento pubblico della cultura non può essere mai subordinato a prescrizioni sui contenuti di un’opera. Va invece promosso secondo una logica democratica che difenda e promuova la libertà di espressione artistica garantita dall’articolo 33 della Costituzione.

Chiediamo dunque:

  • la revoca della decisione di sospendere il sostegno a ELLA,
  • la realizzazione del murale nella versione originale o una delle eventuali alternative proposte dalle artiste,
  • criteri trasparenti e neutrali rispetto ai contenuti per l’assegnazione dei finanziamenti culturali comunali e degli spazi murali.

La libertà dell’arte non finisce dove diventa politicamente scomoda.

 

Il team PERFAS

Peter Schorn (presidente), Sandra Passarello (vicepresidente), Thomas Maniacco (direttore), Sabrina Fraternali, Eva Kuen, Chris Mair, Andrea Cozzo, Simon Gamper e Margot Mayrhofer

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