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Avviso urgente: attenzione alle clausole sull’IA nei contratti!

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04/11/2026

Sempre più spesso attrici e attori ricevono richieste in cui dei “creator scout” cercano interpreti, ad esempio per brevi video sui social media. Nelle condizioni contrattuali spesso però si nascondono clausole inaccettabili sull’IA. In questo articolo troverete tutto ciò che dovete sapere al riguardo e ciò che non dovete assolutamente firmare.

Cogliamo l’occasione per avvertirvi con urgenza di non firmare contratti con clausole inaccettabili sull’IA, che consentono ad esempio l’uso della vostra voce, del vostro modo di parlare, del vostro volto e del vostro corpo per scopi legati all’IA. Un esempio: “Con il contratto si acconsente a che l’azienda possa utilizzare volto, voce e modo di parlare anche per contenuti generati dall’IA (ad es. avatar digitali, sintesi vocale), anche dopo la fine del contratto e senza limiti di tempo”.

Vi consigliamo in generale di controllare sempre con la massima attenzione tutti i contratti e gli accordi per verificare l’eventuale presenza di clausole sull’IA e, se necessario, di farle stralciare o, in caso di dubbio, di non avviare affatto la collaborazione

La cessione illimitata dei diritti di utilizzo della vostra voce o del vostro volto per contenuti generati dall’IA è sempre inaccettabile, in particolare se non è chiaramente limitata nel tempo e nei contenuti, non prevede un’autorizzazione per ogni singolo utilizzo né un compenso separato adeguato, o permette addirittura all’azienda di concedere i diritti in sublicenza.

In questo modo, tali diritti possono persino essere ceduti o rivenduti a fini di lucro, senza che abbiate più alcun controllo sul loro utilizzo o sulla loro successiva destinazione. Video con il vostro volto potrebbero così circolare per anni come pubblicità, anche per contenuti dubbi o illegali, senza che possiate guadagnarci o fermarli.

 

Altri segnali d’allarme possono essere:

  • Contatto tramite un indirizzo e-mail gratuito e anonimo (ad es. Gmail) invece di un indirizzo aziendale verificabile
  • Sede dell’azienda offshore
  • Il contratto completo viene inviato solo “dopo il video di prova”
  • Diritti di buyout pagati troppo poco e/o regolati in modo troppo generico (“Tutti i diritti sui contenuti passano interamente, a livello mondiale e senza limiti di tempo all’azienda”, “può utilizzare, modificare e concedere in sublicenza i video in tutti i media, anche per la pubblicità e anche dopo la fine del contratto”). Indicazioni sulle regole di buyout usuali nel contesto internazionale le trovate nel nostro reader sui cachet, scaricabile qui
  • Clausole vessatorie e di riservatezza con penali sproporzionate
  • Regole poco chiare o apparentemente contraddittorie su durata e recesso, ad esempio “durata di 12 mesi” e allo stesso tempo “14 giorni di preavviso di disdetta”
  • Settori come scommesse o gioco d’azzardo, che comportano rischi legali particolari perché in molti paesi sono limitati o vietati
  • Compensi di tipo “affiliate” che voi non potete verificare (compenso per clic/acquisto/contatto ecc., spesso nell’ordine di pochi centesimi)

 

Se avete dubbi o domande, contattateci volentieri: info@perfas.org!

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